

Brad Delp
(f. 1987)

Brad Delp
(f. 1995)

Brad Delp
(morte 09-03-2007)
(f. 2006)
Boston
La storia e la biografia completa della band rock
La band Boston rappresenta uno dei fenomeni più incredibili e duraturi della storia del rock. Nati dal genio ingegneristico di Tom Scholz e dalla voce celestiale di Brad Delp, hanno ridefinito il concetto di Arena Rock e AOR (Album Oriented Rock) negli anni ’70. Con oltre 75 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, la loro impronta musicale è rimasta indelebile nel tempo. Questa è la loro biografia completa e dettagliata.
Le origini: I Mother’s Milk e lo scantinato di Watertown
La storia dei Boston inizia formalmente nei primi anni ’70 in Massachusetts. Tom Scholz, un brillante laureato in ingegneria meccanica al MIT di Boston, divideva il suo tempo tra il lavoro alla Polaroid e la sua passione ossessiva per la musica. Insieme al chitarrista Barry Goudreau e al batterista Jim Masdea, formò inizialmente una band chiamata Mother’s Milk. A loro si unì presto Brad Delp, un cantante dotato di un’estensione vocale straordinaria. Nonostante gli sforzi nei club locali, la band si sciolse presto, spingendo Scholz a ritirarsi nel suo studio di registrazione artigianale, costruito interamente a mano nella cantina di casa a Watertown.
L’ossessione per il suono perfetto e i demo storici
Tra il 1970 e il 1975, Tom Scholz si isolò quasi completamente nel suo scantinato. Investì tutti i suoi risparmi per acquistare un registratore a 12 tracce ormai obsoleto per gli standard dell’epoca, ma ideale per i suoi esperimenti sonori. Lavorando con precisione chirurgica, Scholz incise da solo quasi tutte le parti strumentali dei brani (chitarre, basso, tastiere), lasciando a Jim Masdea le percussioni e a Brad Delp le tracce vocali. Questi nastri demo contenevano già le versioni embrionali di tracce che avrebbero fatto la storia, come San Francisco Day (poi diventata Hitch a Ride) e Foreplay.
Il contratto con la Epic Records e la nascita del nome
Dopo essere stati rifiutati da numerose case discografiche, i demo finirono sulla scrivania della Epic Records. I dirigenti rimasero folgorati da quel suono così pulito, corposo e stratificato, decidendo di mettere la band sotto contratto tramite la Pure Management. Fu la casa discografica a insistere affinché il progetto prendesse il nome della città d’origine, battezzandoli ufficialmente come Boston. Per rispettare i vincoli sindacali dei grandi studi, la Epic impose di registrare nuovamente parte del materiale a Los Angeles, ma Scholz riuscì a imporre la sua visione mantenendo gran parte del materiale originale inciso a Watertown.
Il debutto del 1976: Un successo planetario senza precedenti
Nell’agosto del 1976 viene pubblicato l’album di debutto omonimo, semplicemente intitolato Boston. Il successo fu immediato e devastante. Trainato dall’immortale singolo More Than a Feeling, l’album scalò le classifiche globali vendendo oltre 17 milioni di copie solo negli Stati Uniti. Divenne per lungo tempo l’album di debutto più venduto nella storia della musica rock. Il disco proponeva una miscela perfetta di melodia pop, armonie vocali stratificate e riff di chitarra aggressivi ma puliti, creando lo standard per il rock radiofonico dei decenni successivi.

Tom Scholz, Fran Sheehan, Brad Delp, Sib Hashian e Barry Goudreau. (f, 1977)
Il tour trionfale e l’esordio al Madison Square Garden
Il successo discografico dovette essere supportato immediatamente da una dimensione live. La formazione ufficiale per il tour vedeva Tom Scholz, Brad Delp, Barry Goudreau, il bassista Fran Sheehan e il batterista Sib Hashian. I Boston diventarono la prima band nella storia del rock a debuttare a New York facendo direttamente registrare il tutto esaurito al prestigioso Madison Square Garden. Il loro impatto visivo e sonoro sul palco dimostrò che le complesse sfumature create in studio da Scholz potevano essere riprodotte fedelmente anche davanti a decine di migliaia di spettatori festanti.
Don’t Look Back (1978) e le prime pressioni discografiche
Spinta dall’incredibile ritorno economico, la Epic Records iniziò a fare forti pressioni su Scholz per avere subito un secondo album. Nel 1978 uscì Don’t Look Back. Nonostante l’album abbia raggiunto il primo posto in classifica sia negli Stati Uniti che in Canada, vendendo ben 7 milioni di copie, Scholz si dichiarò profondamente insoddisfatto. Riteneva che il lavoro fosse stato affrettato sotto i diktat della major, segnando l’inizio di una frattura insanabile tra il leader della band e l’industria discografica.

La grande battaglia legale degli anni ’80
La pretesa di Tom Scholz di gestire i tempi creativi in totale autonomia portò a uno scontro frontale. La CBS/Epic Records fece causa al musicista per 20 milioni di dollari, accusandolo di violazione contrattuale per non aver consegnato i successivi album nei tempi stabiliti. Questa estenuante battaglia legale paralizzò l’attività dei Boston per la prima metà degli anni ’80. Durante questa pausa forzata, Scholz sfruttò le sue competenze ingegneristiche fondando la Scholz Research & Development, inventando il celebre amplificatore portatile Rockman, utilizzato poi da chitarristi di tutto il mondo.
Il ritorno trionfale con Third Stage e il primato di Amanda
Risolte le pendenze legali e firmato un nuovo contratto con la MCA Records, la band tornò sulle scene nel 1986 con l’album Third Stage. Nonostante fossero passati ben otto anni dal disco precedente, il pubblico non aveva dimenticato i Boston. Il disco volò direttamente al primo posto in classifica. Il singolo di punta, la splendida ballata Amanda, conquistò la vetta della Billboard Hot 100 senza nemmeno il supporto di un videoclip ufficiale, un traguardo unico nell’era dominata da MTV.
L’evoluzione della formazione e Walk On (1994)
La meticolosità di Scholz e i lunghi tempi di produzione portarono a inevitabili cambi all’interno del gruppo. Quando a metà degli anni ’90 Scholz iniziò a lavorare al quarto album, lo storico cantante Brad Delp decise di allontanarsi temporaneamente per dedicarsi ad altri progetti (tra cui la band RTZ). Per l’album Walk On, uscito nel 1994, Scholz ingaggiò alla voce Fran Cosmo. Pur non replicando i numeri strabilianti dei primi dischi, l’album entrò nella Top 10 americana e ottenne il disco di platino, confermando la solidità del marchio commerciale dei Boston.
Il ritorno di Delp e il progetto Corporate America
Nel 1997, in occasione dell’uscita del primo Greatest Hits, Brad Delp tornò in formazione, condividendo il palco e il ruolo di cantante con Fran Cosmo in un applaudito tour estivo. Questa doppia line-up vocale gettò le basi per il quinto album in studio, Corporate America, pubblicato nel 2002. Il disco si distinse per una forte impronta ecologista e di critica sociale verso le grandi multinazionali, esplorando sonorità più moderne ma restando fedele alle classiche armonie chitarristiche ideate da Scholz.
La tragica scomparsa di Brad Delp nel 2007
Il 9 marzo 2007, il mondo del rock venne sconvolto dalla tragica notizia del suicidio di Brad Delp, trovato senza vita nella sua casa nel New Hampshire. La sua morte lasciò un vuoto incolmabile: Delp non era solo la voce dei Boston, ma era universalmente riconosciuto come uno degli uomini più gentili, generosi e amati dell’intero panorama musicale. Nell’agosto dello stesso anno, Scholz organizzò un grande concerto tributo in sua memoria, invitando sul palco ex membri della band e amici illustri del mondo del rock.
La rinascita live con Tommy DeCarlo
La storia dei Boston, tuttavia, trovò una svolta del tutto inaspettata. Tommy DeCarlo, un fan accanito della band che lavorava come gestore in un supermercato Home Depot, caricò sulla sua pagina Myspace alcune cover dei Boston cantate da lui. La somiglianza impressionante con la voce di Brad Delp catturò l’attenzione di Tom Scholz. Colpito dal talento genuino dell’uomo, Scholz lo invitò a fare un’audizione ufficiale e lo scelse come nuovo lead singer della band, ruolo che DeCarlo ha ricoperto con enorme rispetto e successo nei tour mondiali dal 2007 fino al 2026.
Life, Love & Hope (2013) e gli ultimi anni
Nel dicembre del 2013, a più di dieci anni dal lavoro precedente, viene pubblicato Life, Love & Hope, il sesto e più recente album in studio della band. All’interno del disco sono incluse anche alcune delle ultime tracce vocali registrate da Brad Delp prima della sua scomparsa, rendendo l’opera un commovente ponte tra il passato e il presente della band. Negli anni successivi, i Boston hanno continuato a calcare i palchi americani con tour celebrativi di grandissimo richiamo commerciale, offrendo spettacoli visivi e sonori all’avanguardia.
L’eredità immortale dei Boston nel rock moderno
Oggi i Boston restano una pietra miliare della cultura rock mondiale. Le intuizioni tecniche di Tom Scholz (dall’uso pionieristico degli effetti analogici alla maniacale cura dei dettagli in fase di mixaggio) hanno tracciato la strada per generazioni di produttori e ingegneri del suono. Canzoni come More Than a Feeling e Peace of Mind continuano a collezionare centinaia di milioni di ascolti sulle piattaforme di streaming e a fare da colonna sonora a film, serie tv e videogiochi, dimostrando che il “suono di Boston” non invecchierà mai.





